Tu sola al mondo dei terreni affanni

Se celebrata mai

Fosti da me, s'al tuo divino stato

L'onte del volgo ingrato

Ricompensar tentai,

Non tardar più, t'inchina

A' disusati preghi,

Chiudi alla luce omai

Questi occhi tristi, o dell'età reina[354].

Qui la morte è salutata regina e dea; e così la salutò un altro poeta pessimista, il Leconte de Lisle: