ma sconsolata arriva

La morte ai giovanetti, e duro è il fato

Di quella speme che sotterra è spenta[360].

Ad Amore e Morte il poeta pone come epigrafe il verso di Menandro:

Muor giovane colui che al cielo è caro;

ma la sorte di chi muor giovane, se appar felice all'intelletto, non può non empiere di pietà il petto più saldo e più costante.

Mai non veder la luce

Era, credo, il miglior. Ma nata, al tempo

Che reina bellezza si dispiega

Nelle membra e nel volto,