[98]. Epistolario, raccolto e ordinato da Prospero Viani, quinta ristampa ampliata e più compiuta. Firenze, 1892, vol. I, pp. 240, 298, 299, 537; vol. II, p. 276, e in altri luoghi ancora.
[99]. Mantengo, per ragion di comodo, questa distinzione passata nell'uso degli scrittori, sebbene non la creda psicologicamente troppo esatta.
[100]. Antona Traversi, Studi su Giacomo Leopardi con notizie e documenti sconosciuti e inediti, Napoli, 1887, pp. 76, 97-8.
[101]. Epistol., vol. I, p. 454.
[102]. Appendice all'Epistolario e agli scritti giovanili di Giacomo Leopardi, per cura di Prospero Viani, Firenze, 1878, p. XLVI. Lo stesso poeta ebbe a dichiarare di non sapere il tedesco.
[103]. Degli amori per la Silvia e la Nerina (non è qui a discutere se questi nomi stieno a indicare due persone o una sola), Carlo Leopardi ebbe a dire che furono assai più romanzeschi che veri. Non so quanta fede s'abbia a dare a tale testimonianza; ma la congettura che il poeta si scaldasse pel ricordo assai più che per la realtà, è congettura tutt'altro che irragionevole, e che potrebb'essere facilmente suffragata di ragioni e di esempii, e che anzi appar probabile quando s'instituisca un confronto fra la canzone Per una donna malata di malattia lunga e mortale e quella A Silvia.
[104]. Le ricordanze.
[105]. Lett. al Giordani, 8 agosto 1817; Epistol., vol. I, p. 87.
[106]. Ibid., p. 216.
[107]. Scrisse il Foscolo di sè stesso: