Tal di me schiavo e d'altri e della sorte,
Conosco il meglio ed al peggior m'appiglio,
E so invocare e non darmi la morte.
[108]. Lett. al Giordani, 5 dicembre 1817; Epistol., vol. I, p. 111.
[109]. Non necessariamente. Paolo Scarron che si denominò da sè stesso un compendio delle miserie umane, scrisse il Roman comique e il Virgile travesti inchiodato in una sedia a bracciuoli, paralitico, attratto, spolpato, sfinito, e durò in tale condizione dall'anno ventesimosettimo o ventesimottavo di sua vita sino al cinquantesimo, che fu quello della sua morte. Il Voltaire, che soleva dire di tener l'anima coi denti, non diventò pessimista nemmen quando fu ridotto a nutrirsi per lunghi anni di solo latte.
[110]. Farebbe indagine curiosa e istruttiva chi andasse cercando per entro alle dottrine pessimistiche moderne e modernissime la parte contribuitavi dal Copernico, dal Galilei, dal Darwin, ecc.
[111]. Cap. IV, pp. 274-5, 278-9 della edizione delle Prose curata da G. Mestica, Firenze, 1890, edizione di cui sempre mi varrò per le citazioni in questo scritto.
[112]. Bruto minore.
[113]. A tutto ciò non contraddice punto il fatto che il genio non può essere se non il portato di una lunga evoluzione storica, e come la sintesi di tutta una consecutiva e varia vita anteriore. Dante non poteva nascere in Cina, nè il Newton fra gli Ottentoti. Ancora non contraddice al detto di sopra che il genio soggioghi o disciplini le forze altrui e si giovi della loro cooperazione. In un suo recente libro (Psycho-Physiologie du génie et du talent, Parigi, 1897) il Nordau asserisce, un po' timidamente a dir vero, che i genii artistici, o, com'egli li chiama, emozionali, non sono veri genii. Respingo una dottrina che, mentre comprende, senza esitazione, fra i genii l'inventore dell'areostato e quello della locomotiva, tende ad escluderne, e infatti ne esclude, Dante e lo Shakespeare. In quel libro sono assai osservazioni ingegnose ed acute, ma anche molte proposizioni avventate e molti sofismi. Che il genio sorga sulla base organica di un neoplasma non è provato, e quando fosse vero, bisognerebbe poter dimostrare che i genii artistici difettano di neoplasmi per poter poi sentenziare che non sono genii. A p. 157 si afferma che i genii emozionali non esercitano nessun influsso sul mondo dei fenomeni. Dunque le arti non possono nulla sulla coltura, sui costumi, sulla vita dei popoli? E i canti di Tirteo e la Marsigliese non mossero proprio nulla nel mondo?
[114]. Chi nel pessimismo del Leopardi non vede se non un rivolo sgorgato dai fonti di Lucrezio, mostra d'intendere assai poco e Lucrezio e il Leopardi; e chi a riscontro del pessimismo del Leopardi pone il pessimismo (come fu chiamato) del Petrarca, mostra di saper vedere le somiglianze estrinseche e non le dissomiglianze intrinseche. Dal Rousseau l'autore della Ginestra derivò idee e sentimenti; ma il Rousseau fu tutt'altro che un pessimista.