[222]. Canto VI, st. 47.

[223]. Vedi la lettera al Jacopssen, 23 giugno 1823; Epistol., vol. I, pp. 454-5. Quivi il poeta dice espresso: «je ne fais aucune différence de la sensibilité à ce qu'on appelle vertu». Se il tempo lo concedesse, sarebbe agevole rintracciar nel Rousseau, anzi nel pensiero del secolo XVIII tutto intero, la origine di sì fatta opinione.

[224]. Epistol., vol. I. p. 61.

[225]. Scritto citato. Qualche traccia di umorismo il Leopardi lascia scorgere nella Scommessa di Prometeo e nel Copernico, testè citati, e ancora nel Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie, nel Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggiere e altrove; ma niuno di certo vorrà dire il Leopardi un umorista.

[226]. Rutgers Marshall, Op. cit., pp. 137 segg.

[227]. Il Parini, ovvero della gloria, cap. IV; Prose, pp. 189-90.

[228]. Ibid., pp. 191-2.

[229]. Ibid., cap. III, p. 184.

[230]. Epistol., vol. I, p. 270.

[231]. Lettere scritte a Giacomo Leopardi dai suoi parenti, p. 148.