[339]. Ma non ai tempi d'Omero. Achille nell'Hades confessava ad Ulisse che avrebbe piuttosto voluto essere un bifolco sopra la terra che il re delle ombre sotterra.
[340]. Vedi I. Della Giovanna, L'uomo in punto di morte e un dialogo di Giacomo Leopardi, Città di Castello, 1892.
[341]. Amore e morte. Circa il sentimento di beatitudine che l'uomo può provare in sul punto della morte vedi: Egger, Le moi des mourants; Sollier, Moulin, Keller, Observations sur l'état mental des mourants; Revue philosophique, anno 1896, vol. 1.
[342]. Sonetti: Alma felice, che sovente torni; Discolorato hai, Morte, il più bel volto; Nè mai madre pietosa al caro figlio; Se quell'aura soave de' sospiri; Levommi il mio pensier in parte ov'era; Vidi fra mille donne una già tale; Tornami a mente, anzi v'è dentro, quella; Dolce mio caro e prezioso pegno; Deh qual pietà, qual angel fu sì presto; Del cibo onde 'l Signor mio sempre abbonda; Ripensando a quel ch'oggi il cielo onora; L'aura mia sacra al mio stanco riposo. Canzone: Quando il soave mio caro conforto.
[343]. Cito dall'edizione curata dal Mestica, Le rime di Francesco Petrarca restituite nell'ordine e nella lezione del testo originario, Firenze, 1896.
[344]. Die Welt als Wille und Vorstellung, vol. II, (Ergänzungen), cap. 44, pagina 609.
[345]. Per più particolari vedi De Ridder, De l'idée de la mort en Grèce à l'époque classique, Parigi, 1897.
[346]. A sè stesso.
[347]. Lett. 26 luglio e 17 dicembre 1819; Epistol., vol. I, pp. 208, 243. In molt'altre sue lettere manifesta il Leopardi propositi di suicidio. Lett. al fratello Carlo, luglio 1819 (Epistol., vol. I, p. 212); al Brighenti, 7 aprile 1820 (p. 263); allo stesso, 21 aprile 1820 (p. 264); al Perticari, 30 marzo 1821 (p. 324); al Melchiorri, 19 dicembre 1823 (p. 485); ad Adelaide Maestri, 24 giugno 1828 (vol. II, p. 305); al De Sinner, 24 dicembre 1831 (p. 448).
[348]. Con argomenti che molto somigliano a quelli di Obermann. Confrontinsi con gli argomenti di Werther e di Jacopo Ortis.