[399]. Lett. 14 agosto 1820; Epistol., vol. I, p. 289. Vedi un'altra lettera di quel medesimo mese, allo stesso, p. 291.

[400]. Questo Adolphe ha molta somiglianza col Leopardi, col quale ha in comune la melanconia e la timidezza orgogliosa, la noja e quella strana ironia che non ischifa di accompagnarsi con l'entusiasmo. Il De Vigny lasciò scritto nel suo giornale: «Oh! fuir! fuir les hommes et se retirer parmi quelques élus, élus entre mille milliers de mille!».

[401]. Lett. al Giordani, 17 dicembre 1819; Epistol., vol. I, p. 243.

[402]. La vita solitaria.

[403]. Pensieri, LXXXV.

[404]. Storia del genere umano; Prose, p. 27.

[405]. Histoire de la littérature anglaise, 2ª ediz., Parigi, 1866-71, vol. IV, pagina 285. Una osservazione. Per opera della civiltà, della specificazione della cultura e della division del lavoro, i nostri simili divengono da noi sempre più dissimili, e i dissimili, se da un sentimento o da un'idea superiore non sono consigliati altrimenti, tendono a segregarsi. Chi si somiglia si piglia e Qui se ressemble s'assemble: se questi proverbii son veri, altrettanto veri sono i loro contrarii.

[406]. Lett. al Giordani, 30 aprile 1817; Epistol., vol. I, p. 57.

[407]. Lett. al Giordani, 17 dicembre 1819; Epistol., vol. I. p. 243.

[408]. Dialogo di Plotino e di Porfirio; Prose, p. 404; Pensieri, LXVII, LXVIII.