[409]. Vedi Losacco, Il sentimento della noja nel Leopardi e nel Pascal; Atti dell'Accademia reale delle scienze di Torino, 1895.

[410]. Pensieri, LXXXIV, LXXXV.

[411]. Il risorgimento. Cf. Le ricordanze.

[412]. A sè stesso.

[413]. Troisième lettre à M. de Malesherbes, 26 gennajo 1762. Molte volte, nel corso di queste pagine, si sono notate tra il Leopardi e il Rousseau conformità di pensiero e di sentimento. Altre assai se ne potrebbero notare. Del resto lo stesso poeta avverti tra sè e il filosofo ginevrino certa somiglianza. Vedi Detti memorabili di Filippo Ottonieri, cap. IV; Prose, p. 279. Vedi pure il Pensiero XLIV, dov'è citata una opinione del Rousseau, ma non il nome.

[414]. Lo stesso De Musset nella Confession d'un enfant du siècle: «Je serai un homme, mais non une espèce d'homme particulière».

[415]. Non per questo credo si possa parlare di vagabondaggio del Leopardi (Vedi Patrizi, Op. cit., p. 170-1). Il Leopardi diede prove di assiduità e di perseveranza negli studii meravigliose. Nessun paragone è possibile fra lui e un vero e proprio e confesso vagabondo quale il Verlaine. La irrequietezza del Leopardi, quel non potersi trovare a lungo in un luogo senza desiderar di partirsene, quelle frequenti mutazioni di sede, non provano ciò che si vorrebbe far loro provare. «Il viaggiare mi ammazza», scriveva egli al Puccinotti: e «in che luogo si può star contento senza salute?» al fratello Carlo (Epistol., vol. II, pp. 187, 229). Ma ciò richiederebbe più lungo discorso. Parmi, del resto, che la paresi motoria, asserita dal Patrizi (p. 149), mal possa accordarsi col vagabondaggio.

[416]. Catalogo cit., p. 11.

[417]. Epistol., vol. I, p. 241.

[418]. «Poetry, in a general sense, may be defined to be the expression of the imagination». A Defence of Poetry, in principio.