par cosa venuta di cielo in terra, e che dà una dolcezza al core che non la può intendere chi non la prova, e che dal suo volto muove uno spirito soave pien d'amore

Che va dicendo a l'anima: sospira!

eppure, chi dopo aver letto que' quattordici versi, non riesce a vedere l'angelica forma, non so qual altro miracolo di penna o di pennello gliela potrebbe mai far vedere. Dove si nota che la pittura non può far vedere le cose se non ritraendole, e la poesia le può far vedere senza ritrarle; e ciò dovrebbero meditare coloro che credono di avvantaggiar la poesia accomodandola dei mezzi che appartengono alla pittura e privandola de' suoi proprii.

[472]. La poesia suggestiva, più di quella che chiameremo espositiva o rappresentativa, richiede lettore esperimentato e colto, perchè essa non può suggerire in sostanza se non ciò ch'è già in qualche modo nell'animo nostro.

[473]. Studio già citato, p. 231. Perciò ebbe giusta ragione il Mestica d'intitolare Il verismo nella poesia di Giacomo Leopardi un saggio inserito nella Nuova Antologia del 1º luglio 1880.

[474]. Intorno alla sensitività termica e dolorifica del Leopardi vedi Patrizi, Op. cit., pp. 100-1.

[475]. Cap. II; Prose, p. 260.

[476]. Vedi Patrizi, Op. cit., p. 100. Quando leggo que' versi:

L'aura di maggio movesi ed olezza,

Tutta impregnata dall'erba e dai fiori;