[492]. Studi filologici, p. 282.
[493]. Die Welt ecc., vol. II, cap. 37. p. 484.
[494]. Alla luna. La più parte de' suoi canti migliori il Leopardi compose nel detestato soggiorno di Recanati, dove si aggravavano di solito tutti i suoi mali, e dov'egli si sentiva più disperatamente infelice.
[495]. La natura e la moda nelle Operette morali; il mondo in un dialogo inedito.
[496]. Che il contrasto forma, in certo qual modo, l'anima della poesia del Leopardi, fu avvertito già da parecchi, e largamente dimostrato da I. Della Giovanna, La ragion poetica dei canti di Giacomo Leopardi, Verona, 1892.
[497]. Schopenhauer e Leopardi; Saggi critici, 4ª ediz., Napoli, 1881, p. 296. Ma nel già più volte citato Studio, a p. 292, il De Sanctis scrisse: «A Giordani e agli altri letterati potè parere quella prosa un deserto inamabile, e più uno scheletro che persona viva».
[498]. Abbozzo dell'opera Storia dello spirito pubblico d'Italia per 600 anni considerato nelle vicende della lingua; Opere, t. IX. p. 109.
[499]. Studio su Giacomo Leopardi, pp. 289, 292.
[500]. Lett. al Giordani, 30 aprile 1817 e 12 maggio 1820; Epistol., vol. I, pagine 60, 272.
[501]. Lett. al Giordani, 21 giugno 1819; Epist., vol. I. p. 207.