O mia diletta luna[284].
Loderà egli sempre il vezzoso suo raggio, e lunge dagli abitati lochi e dall'umano consorzio, avrà lei sola compagna ed amica:
Me spesso rivedrai solingo e muto
Errar pe' boschi e per le verdi rive,
O seder sovra l'erbe, assai contento
Se core e lena a sospirar m'avanza[285].
Quanta più dolcezza e intimità in questi versi che in quelli di Labindo, che non molt'anni innanzi aveva esclamato:
L'amica luna con l'argenteo raggio
Placidamente mi percuote il ciglio,
E d'ignota dolcezza il cuor mi cinge[286]!