Quanta più che nei versi del Pindemonte:

Steso sul verde margo

D'obblio soave ogn'altro loco io spargo.

Quai care ivi memorie

Trovo de' miei prim'anni,

Quai trovo antiche storie

De' miei giocondi affanni![287]

Per trovar cosa che loro somigli, bisogna andarla a cercare in alcune stanze di versi brevi, dove il Goethe saluta la luna, che lo accarezza con lo sguardo amico[288].

E come il poeta, così le creature della sua fantasia, ch'egli viene avvivando del proprio spirito. Bruto, presso a darsi la morte, apostrofa la luna, che placida sorge dal mare irrigato di sangue[289]; e Saffo saluta, per l'ultima volta, il

verecondo raggio