O speranze, speranze, ameni inganni,

Della mia prima età! sempre, parlando,

Ritorno a voi; chè per andar di tempo,

Per variar d'affetti e di pensieri,

Obbliarvi non so;

e ad essi pensando, e che di cotanta speme ora più non gli avanza se non la morte, sente che non può consolarsi al tutto del suo destino[313]. Perito l'inganno estremo, egli così favella al proprio cuore:

Posa per sempre. Assai

Palpitasti. Non val cosa nessuna

I moti tuoi, nè di sospiri è degna

La terra[314];