Paco cruentos;
e in fine, talvolta, il terribile verso:
Est mea cunctorum terror vox dæmoniorum.
Le reliquie dei santi che avevano trionfato di tutti gli assalti e di tutte le insidie di Satana, ajutavano altri infiniti a conseguire consimili trionfi, e lo stesso dicasi di certi brevi benedetti, da portare appesi al collo, o cuciti nei panni, e di certi amuleti. Nè mancavano cose puramente naturali, le quali erano contrarie e nocive ai diavoli; tali alcune gemme, come il crisolito e l'agata, che li volgevano in fuga, e il zaffiro, che riconciliava con Dio; tali certe piante, come l'aglio e la ruta, e un'erba detta dai francesi permanable, che aveva virtù d'incantare i demonii. Il sale era una delle cose di cui questi si mostravano più paurosi. Il gallo era, come già s'è notato, un loro grande avversario, e con la mattutina sua strombettata, foriera del giorno, li forzava (ma non tutti) a nascondersi. Finalmente, in certi casi, il cristiano poteva anche usare felicemente, come vedremo, delle sue braccia e di un buon bastone. Chi poi era caduto in signoria del nemico poteva, con penitenze più o meno aspre e lunghe, riscattarsi e mettersi sotto i piedi il tristo padrone.
Tuttavia è da dire che quelle armi e quei ripari non sempre giovavano, come per chiari esempii si può vedere nelle vite di molti santi, non pur dei minori e dei mezzani, ma degli eccellentissimi. Accadde assai volte, qual che ne fosse la cagione, che i diavoli sfacciati e protervi, ripeterono parola per parola, con ischerno, le sante orazioni con cui altri s'ingegnava di tenerli in rispetto, e i salmi stessi del libro sacro; che ghignarono atrocemente alla vista di quella croce a cui di solito volgevano, fuggendo, le spalle; che trescarono tripudiando sotto l'aspersorio, e che tanto più gli assalti loro diventarono rabbiosi e frequenti, quanto maggiori furono le difese.
I santi erano, tra gli uomini, i più terribili avversarii di Satana, quelli che combattevano senza riposo contro di lui, sia per difendere sè medesimi, sia per difendere gli altri, e porre argine al suo mal fare. Molte insidie e infinite noje essi dovevano soffrire da lui; ma spesso se ne ricattavano con usura, e quanto più aspra e lunga era stata la battaglia, tanto più glorioso e pieno era il trionfo. Si potrebbe riempire un libro con la storia autentica degli sfregi, delle strane burle e delle sante correzioni che Satana e gli spiriti suoi ebbero da buoni servi di Dio, così dell'uno come dell'altro sesso, da anacoreti con tanto di barba bianca, e da pie vergini uscite appena di fanciullezza.
Sant'Antonio, primo eremita, che aveva pazientemente sopportato dai diavoli mille dispetti, e persino fierissime battiture, un giorno, per far intendere ad uno di quei suoi nemici quanto poco conto facesse di lui e delle sue capestrerie, gli sputò nel viso, e quegli, tutto smarrito, se la svignò. Ora è da dire che lo sputo dei santi poteva avere qualità che non ha lo sputo degli uomini ordinarii: tanto è vero, che il vescovo Donato, ai tempi di Arcadio e di Onorio, uccise uno smisurato e spaventoso drago con solo sputargli in bocca.
Abbiam veduto quanta virtù fosse nel segno della croce. Con un segno di croce san Sulpizio e san Frodoberto, essendo ancora fanciulli, cacciavano via il diavolo che voleva impedir loro di recarsi alla scuola. Usando di quella medesima arme, altri uomini santi ottennero effetti anche più meravigliosi. Narra Pietro il Venerabile che essendosi un diavolo introdotto nell'abbazia di Cluny, col proposito di tentarvi non so che monaco, il priore, che era uomo di grande avvedutezza e di non minor santità, con un segno di croce, senz'altro apparecchio, lo cacciò nelle latrine.
Nessuno si meravigli se san Sulpizio e san Frodoberto si schermivano così bene dal diavolo, anzi lo volgevano in fuga, essendo ancora fanciulli. Come molte volte era precoce la santità, così erano precoci certe facoltà e potestà conferite per essa. San Pacomio abate fu, sino dagli anni più teneri, un grandissimo ed implacabile avversario del diavolo; san Vittore d'Archiaco incuteva terrore ai demonii essendo ancora nel ventre di sua madre. Nè questo è maggior miracolo di quello che operavano le immagini di sant'Ignazio Lojola di fausta memoria, le quali, così dipinte o scolpite com'erano, facevano levar le calcagna ai più petulanti e temerarii fra gli spiriti maledetti.