La scienza combatte e caccia dinanzi a sè tutte le superstizioni, di qualunque natura esse sieno, dovunque le trovi, e non poserà finchè tutte non le abbia vinte e dissipate; ma essa non le affronta tutte con eguale impeto, nè di tutte trionfa egualmente. Le minori si salvano dal suo urto più facilmente che non le maggiori, appunto perchè offrono minor presa, e di poco spazio e di poco nutrimento si contentano; così l'erbe del prato sono appena agitate dal turbine che passa, mentre gli alberi più poderosi sono divelti. La scienza può lasciar sussistere l'umile superstizione, di piccolo significato e di poca efficacia, vegetante a fior di terra; ma non la superstizione rigogliosa e tenace, che con le infinite propaggini le attraversa ogni tratto la via; non la superstizion prepotente che aveva empiuto del diavolo le cose e le anime, la natura e la storia. Questa superstizione essa necessariamente combatte ad ogni passo che muove, dovunque la incontri; ed ecco perchè, mentre continuano a vivere indisturbati nella fantasia popolare molti fantasmi, prole vivace della paura e dell'ignoranza, il diavolo vien meno, il diavolo muore, il diavolo sfuma.


Strana vicenda delle cose di quaggiù! muore e sfuma per virtù della scienza quel diavolo che già fu creduto suscitatore delle inquiete curiosità e delle silenziose ribellioni dello spirito, onde nasce appunto e inorgoglisce la scienza. Satis scis si Christum scis, abbastanza sai se Cristo sai, diceva la sapienza degli asceti e dei santi; ed ogni altro sapere era guardato con sospetto, e si accusavano d'aver patteggiato col diavolo gli uomini che delle cose della natura avessero qualche lume, col diavolo, l'antico bugiardo, che sedusse la donna promettendo la scienza. E i trionfi della scienza, e il crescere di una civiltà nuova di cui la scienza, ogni giorno più, si fa moderatrice e maestra, furono pianti e maledetti come opere e vittorie del diavolo.

Ed ecco il diavolo trasformarsi nel sogno e nell'accesa parola del poeta, e diventare un simbolo luminoso e mirabile, il simbolo della scienza imperterrita e indomita, che dirocca i dogmi e sbarba le superstizioni; della ribellione, che abbatte tutte le tirannie; della libertà, sotto le cui grand'ale una nuova vita s'instaura. Il Voltaire chiamava frères en Belzébuth gli amici suoi migliori, che, come il D'Alembert e il Diderot, cooperavano con lui al grande rinnovamento filosofico e civile. Il Michelet, nella Sorcière, narrò questo Satana simbolico, e a questo sciolse il suo inno il Carducci:

Salute, o Satana,

o ribellione,

o forza vindice

della ragione!

Sacri a te salgano

gl'incensi e i voti!