[383]. De his qui tarde a numine corripiuntur. Cf. Delepierre, L'Enfer, Londra, 1876, p. 23.

[384]. Schade, Visio Tnugdali, § 11, pp. 12-3, e nelle versioni.

[385]. Istorie fiorentine, l. IV, cap. 2.

[386]. De la Villemarqué, La légende celtique, etc., pp. LVI-LVII.

[387]. Continuazione del poema d'Huon de Bordeaux, ms. della Nazionale di Torino, L, II, 14, f. 360 r. Circa l'alleviamento di pena conceduto al massimo dei peccatori vedi, in questo volume, lo scritto che segue. In una Visione riferita da Vincenzo Bellovacense (Spec. hist., l. XXIX, capp. 6-10) si narra l'atroce castigo inflitto a Giuda, castigo che non dà luogo a lenimento alcuno.

[388]. Vedi Rohde, Der griechische Roman und seine Vorläufer, Lipsia, 1876, pp. 167-287; Bossert, La littérature allemande au moyen âge, Parigi, 1882, pp. 115-54: Les légendes de la mer.

[389]. Cf. Humboldt, Examen, vol. II, pp. 166-7; D'Avezac, Op. cit., p. 300.

[390]. L'Ἀπρόσιτος, o isola inacessibile di Tolomeo, è appunto una delle Canarie.

[391]. L. II, cap. 13; ms. L, IV, 5 della Nazionale di Torino, f. 220 v.

[392]. De imagine mundi, l. I, cap. 36.