E lo stesso Dante che percuote col piè nel viso Bocca degli Abati, non sa

Se voler fu, o destino, o fortuna[556].

Ai grandi d'Italia il Petrarca gridava:

Qual colpa, qual giudicio, o qual destino

Fastidire il vicino

Povero; e le fortune afflitte e sparte

Perseguire?

Agl'influssi degli astri si dava assai più forza che i teologi non volessero. Essi reggevano la vita di ciascun uomo, la prestabilivano immutabilmente, e ne svelavano il corso sin dalla nascita. Nei lirici nostri delle origini sono frequenti gli accenni all'irresistibile potere degli astri, e per bocca di Marco Lombardo Dante biasima la opinion comune che al loro influsso appunto assoggettava tutte le cose di quaggiù:

Voi, che vivete, ogni cagion recate

Pur suso al cielo, sì come se tutto