Non est aestas neque frigus sincera temperies.
Fons manat inde perennis fluitque in rivolis;
Post peccatum interclusus est primevi hominis.
Circumseptus est undique rompheaque ignea,
Ita pene usque celum iungitque incendia;
Angelorum est vallatus cherubyn praesidia.
Pertz, Ueber eine fränkische Cosmographie des VII. Jahrhunderts, Abhandl. d. k. Akad. d. Wiss. zu Berlin, 1845, p. 264. Il muro di fiamme è ricordato anche nel Libro di Sidrach (testo italiano, Bologna, 1868, p. 48).
[68]. Nella mappa di Giovanni Leardo, del 1448, il Paradiso è figurato come una piazza di città, con una colonna nel mezzo; in quella di Fra Mauro esso è figurato a parte come un giardino circolare, cinto da un muro merlato, con quattro torri.
[69]. Cap. 21.
[70]. Auctores classici e vaticanis codicibus editi, Roma, 1828-38, t. III pp. 389-91.