[153]. Abbiam veduto quale uso ne facesse Cosma, e, dopo di lui Mosè Bar-Cefa. Lo stesso uso seguitarono a farne Onorio d'Autun e molti altri.

[154]. Antiquit. jud., I, 1, 3.

[155]. Ricorderò solo, per ragione di curiosità, che un capitolo (il XXVII) della Historia del Cavaliero Cifar, composta nel secolo XVI, è consacrato ai fiumi del Paradiso, e che tra questi è il Nilo (Ediz. del Michelant, Bibl. des liter. Ver., Stoccarda, 1872, pp. 304-5). Ora, circa il tempo in cui quel romanzo fu scritto, Livio Sanuto sapeva benissimo che il Nilo proviene da grandi laghi equatoriali (Geografia, Venezia, 1588, f. 111 v.). I dotti che, nel presente secolo, cercarono d'indovinare che fiumi fossero, secondo la mente di chi mise insieme il racconto biblico, il Fison e il Gihon, non poterono accordarsi. L'Ewald pensa che il Fison sia il Gange; il Bertheau, il Delitzsch, lo Knobel, il Lassen, il Renan, vogliono sia l'Indo. Quanto al Gihon, lo Knobel e il Lassen credono sia l'Osso, mentre il Bertheau, il Gesenius, il Delitzsch riconoscono in esso il Nilo.

[156]. Nella già citata mappa di Torino il Giordano scaturisce dalle radici dell'albero della scienza.

[157]. Severiano, vescovo di Gabala nel III secolo, fa del Fison il Danubio (De creatione mundi, orat. V), e lo stesso fa Leone Diacono nel X (Historia, ediz. Hase, Parigi, 1819, p. 80).

[158]. Brunetto Latini s'attiene a' quattro fiumi tradizionali, senza cercar altro, ma è comica la disinvoltura con cui ne discorre nel Tesoretto (Raccolta di rime antiche toscane, Palermo, 1817, vol. I, pp. 37-8):

I' vidi apertamente,

Come fosse presente,

Li fiumi principali,

Che son quattro; li quali,