[448]. In astrologiam, l. XII, c. 7.
[449]. Acta Sanctorum, t. II di maggio, p. 405.
[450]. Comparetti, Virgilio nel medio evo, Livorno, 1872, vol. II, pp. 96-7.
[451]. Novellino, nov. XXI del testo gualteruzziano.
[452]. D'Ancona, Tradizioni carolingie in Italia, Rendiconti della R. Accademia dei Lincei, Cl. di sc. mor., stor. e filol., t. V, 1º sem., fasc. 6. Quivi, per trascorso di penna, il fatto, anzichè a Federico II, è riferito a Federico Barbarossa. Questo Riccardo miracoloso non fu il solo della sua specie. Da più cronisti è ricordato certo Giovanni, detto, non senza ragione, de Temporibus, il quale, essendo stato a' servigi di Carlo Magno, morì circa il mezzo del secolo XII, in età di più che 350 anni. Lo stesso Carlo ebbe a dare argomento a qualche leggenda consimile. Nella Chanson de Roland dice re Marsilio a Ganellone (vv. 537-9, testo di T. Müller):
Mult me puis merveillier
De Carlemague qui est canuz et vielz,
Mien escientre, dous cenz ans ad e mielz.
Qui può essere ricordato pure quell'Artefio, che, secondo più scrittori del medio evo, visse 1025 anni, e fu tutt'uno con Apollonio Tianeo.
[453]. Fioretto di croniche degli Imperadori, Lucca, 1858, p. 30.