[492]. Nov. cit. Questa novella, che è la XX del testo borghiniano, può vedersi pure, segnata col n. XXVIII, fra le Novelle antiche dei codici Panciatichiano-Palatino 138 e Laurenziano-Gaddiano 193, edite a cura di Guido Biagi, Firenze, 1880, pp. 36-8.
[493]. Vedi, a questo riguardo, D'Ancona, Le fonti del Novellino, in Studj di critica e storia letteraria, Bologna, 1880, pp. 310-12. La novella trovasi pure fra quelle suppositizie che Gaetano Cioni mise sotto il nome di Giraldo Giraldi, e nella seconda edizione, Amsterdam (Firenze) 1819, sta a pp. 183-98. Basta darle un'occhiata per farsi certo che il Cioni conobbe il romanzo di Giovanni da Prato.
[494]. V. l'Appendice, num. 10.
[495]. Queste navi, le quali, alcuna volta, anzichè sull'acqua, correvan per l'aria, servivano ai maghi, sia per sottrarsi a particolari nemici, sia per sottrarsi alla giustizia. Spesso si vedono i maghi, sia buoni, sia malvagi, deludere i giudici, uscire miracolosamente di carcere, sgusciar di mano al carnefice; tema di racconti di cui è facile riconoscere il carattere affatto popolare. Non citerò esempii, essendovene in grandissimo numero. (Vedi Comparetti, Op. cit., vol. II, pp. 133-5, 137, 155-6, 255-6, 277-9, 292, 296, 300-1; Camerario, Op. e l. cit.). Bensì possono essere ricordate a questo proposito le navi aeree di cui si servivano i malvagi incantatori per trasportare nel paese di Magonia le messi rubate. (Cf. Des Gervasius von Tilbury, Otia imperialia in einer Auswahl, neu herausgegeben und mit Anmerkungen begleitet von Felix Liebrecht, Hannover, 1856, pp. 2-3, 62, 261). Intorno a Pietro Barliario vedi D'Ancona, Un filosofo e un mago, in Varietà storiche e letterarie, Milano, 1883-5, vol. I, pp. 15-38.
[496]. La saggia pazzia, fonte d'allegrezza, madre de' piaceri, regina de' belli humori, Pavia, 1607, l. II, pp. 53-4. Questo libro ebbe la poco meritata ventura di due traduzioni francesi. L'autore ricorda pure un altro Scotto, più moderno, del quale dicevasi che ajutato da spiriti facesse «giuochi d'importanza» e facesse «stravedere alle persone». Di quest'altro Scotto non so nulla. Di Michele si fa beffe anche il Garzoni, nella Piazza universale di tutte le professioni del mondo, disc. XL.
[497]. The Lay of the last Minstrel, note 11, 13, 14 al canto II. Non tutte le edizioni hanno queste note, e non tutte quelle che le hanno le han per intero: esse si possono vedere, tradotte, anche nel commento di Filalete (Dante Alighieri's Göttliche Comödie metrisch übertragen und mit kritischen und historischen Erläuterungen versehen von Philaletes, Lipsia, 1865-6).
[498]. Vedi Landau, La novella di messer Torello (Decam., X, 9), e le sue attinenze mitiche e leggendarie, nel Giornale storico della letteratura italiana, vol. II (1883), pp. 58-78. Pietro Barliario ascoltò in uno stesso giorno tre messe, in Roma, in San Giacomo di Compostella, in Gerusalemme; ovvero nella stessa notte, in Londra, in Parigi, in Salerno (Torraca, A proposito di Pietro Barliario, Rassegna settimanale, 19 decembre 1880). Il dottore Torralva, che nel primo quarto del secolo XVI ebbe grande riputazione di mago, compiè parecchi di questi viaggi miracolosi (Wright, Narratives of sorcery and magic, Londra, 1851, vol. II, pp. 5 sgg.).
[499]. Vedi il mio libro Il Diavolo, Milano, 1889, pp. 299 sgg.
[500]. I versi inglesi propriamente dicono:
Maister Michael Scott's man