L'Orcagna, in uno di quei suoi guazzabugli di sonetti senza senso, ricorda, fra molte altre cose, l'ampolla di Napoli, fabbricata da Virgilio, secondo la leggenda, e la reina Isotta[564]; e Frate Tommasuccio, ricorda nella sua nota Profezia, non so con quale intenzione, Tristano[565].
Qualche volta Tristano ed Isotta sono ricordati insieme con altri personaggi appartenenti al ciclo. Brunetto Latini (Tesoretto, cap. I):
Lancielotto e Tristano
Non valse me' di voe.
Bonaggiunta Urbiciani (discordo: Oi amadori intendete l'affanno):
E messere Ivano
E 'l dolze Tristano,
Ciascuno fue sotano
Inver me di languire.
Saviozzo da Siena (canzone: Donne leggiadre e pellegrini amanti)[566]: