[582]. Archivio glottologico italiano, vol. II, p. 231.

[583]. Der welhische Gast, pubblicato dal Rueckert, Quedlimburgo e Lipsia, 1852. Intorno ai poema vedi più particolarmente Gervinus, Geschichte der deutschen Dichtung, 5ª ed., vol. II, pp. 9 sgg.

[584]. Vv. 77-8, 1033, 1041 sgg., 3535, 3539, 6325 sgg.

[585]. Vv. 1041-78.

[586]. Verso 1033. Certamente la Enide de' cui casi fece un poema Cristiano da Troyes, il quale dice di sè stesso nel primo verso del Cligés (pubblicato per la prima volta da W. Foerster, Christian von Troyes sämtliche Werke; vol. I, Halle, 1884):

Cil qui fist d'Erec et d'Enide.

Un'altra Enide (Inida) si ha nell'Ugone d'Alvernia, ma il perduto originale di questo romanzo fu, senza dubbio, di molto posteriore a Tommasino.

[587]. Probabilmente non la Galiana presunta moglie di Carlo Magno, la quale non dà troppo buon esempio di sè nel Garin de Monglane, ma l'altra, che figura nel Roman de Fregus et Galienne, o Roman du Chevalier au bel escu, di Guillaume clerc de Normandie. Vedi un'analisi di questo poema in De la Rue, Op. cit., t. III, p. 13-7.

[588]. Soredamors, sorella di Gauvain nel Cligés cit., v. 445 ecc. Come si vede, in fatto di educazione femminile, Tommasino aveva criterii molto più larghi e più liberali che non Francesco da Barberino, il quale nel libro suo Del reggimento e costumi di donna, così dice della fanciulla, la quale abbia già passata l'età del maritaggio (e a maggior ragione si deve intendere di ogni altra):

Fugga d'udir[e] tutti libri e novelle,