[649]. Vedi la prefazione del Bartsch all'edizione da lui curata del Herzog Ernst, Vienna, 1869, pp. CXLVII-CXLVIII, e Schroeder, Sanct Brandan, Erlangen, 1871, p. 111. Cf. il passo già citato di Giovanni di Hese.
[650]. Intorno al Mar tenebroso vedi il vol. I, p. 106.
[651]. Edizione citata del Bartsch, vv. 3883-4481.
[652]. Vedi il testo in appendice, e l'analisi del romanzo in prosa in Dunlop-Liebrecht, Op. e l. cit,
[653]. Testo pubblicato da Maurizio Haupt, nella Zeitschrift für deutsches Alterthum, vol. VII (1849), p. 223.
[654]. Museum für altdeutsche Literatur und Kunst, vol. I (1809), p. 298. R. Schroeder, riportando alcuni versi del Gui de Bourgogne, dove si parla di acque che cavalieri armati non possono attraversare perchè impediti da pietre di calamita, dice (Glaube und Aberglaube in den altfranzösischen Dichtungen, Erlangen, 1886, p. 124) che la favola del Monte della Calamita non si trova nella letteratura francese del medio evo, perchè i Francesi, in quel tempo, si curaron poco del navigare. Lasciando stare la ragione al tutto immaginaria da lui recata, si vede che la opinion sua è molto lungi dal vero. Chi fosse vago di qualche altra notizia e citazione intorno a questa favola, vegga, oltre alla prefazione del Bartsch e al luogo del Graesse già ricordati, Dunlop-Liebrecht, Op. cit., p. 477, n. 208.
APPENDICE
Séguito dell'Huon de Bordeaux in versi, nel cod. L, II, 14 della Nazionale di Torino, f. 360 v., col. 1ª, a f. 362 v., col. 2ª.
Giuda, l'apostolo traditore, dannato a perpetuo castigo in mezzo a un gran vortice del mare[655], annunzia ad Ugone la vicinanza della calamita e l'imminente naufragio.
«Tu ies perdus», ce li a dit Judas;