Che tu saprai quanto quell'arte pesa.

[104]. Per esempio, nell'Hamartigenia di Prudenzio, nei Commentarii in Genesim di Claudio Mario Vittore, in un inno di Rabano Mauro, nel De imagine mundi di Onorio d'Autun, ecc., ecc. Cfr. Maury, La magie et l'astrologie dans l'antiquité et au moyen-âge, Parigi, 1877, pp. 168-9. San Giovanni Crisostomo biasimò (Adv. oppugnat. vitae monasticae, II, 10), quest'assimilazione dell'Inferno cristiano all'Inferno pagano, ma senza frutto.

[105]. Ediz. di Francisque Michel, Parigi, 1864, vv. 20212-40.

[106]. Anticlaudianus, VIII, 3.

[107]. Cfr. Roskoff, Geschichte des Teufels, Lipsia, 1869, vol. II, pp. 2-3.

[108]. San Gerolamo, De vita S. Pauli eremitae. Nella Vita che di Sant'Antonio scrisse Sant'Atanasio di Alessandria, si dice che quel santo vide una volta un mostro, che, sino al pube, aveva figura d'uomo, il resto d'asino: a un segno di croce sparì.

[109]. Cfr. Piper, Mythologie der christlichen Kunst, Weimar, 1847-51, vol. I, pp. 405-6.

[110]. Otia imperialia, in einer Auswahl neu herausgegeben von Felix Liebrecht, Hannover, 1856, prima decis., XVIII; tertia decis., LXXVI. Tale credenza era assai antica: cfr. Giovanni Cassiano, Collationes patrum, collat. VIII, c. 32.

[111]. Anecdotes historiques, légendes et apologues tirés du recueil inédit d'Etienne de Bourbon, publiés par A. Lecoy de la Marche, Parigi, 1877, p. 327. Satiri e fauni si confondevano coi dusii, ricordati dallo stesso Gervasio e da altri. Vedi Otia imperialia, ed. cit., p. 145, e Giacomo Grimm, Deutsche Mythologie, 4ª ediz., Berlino, 1875-8, vol. I, p. 398.

[112]. Per la leggenda di Giuliano l'Apostata e per le varie leggende in cui comparisce la Venere diabolica, vedi il mio libro, Roma nella memoria e nelle immaginazioni del medio evo, Torino, 1882-3, vol. II, pp. 121-52, 382-406. Giovanni Nyder (m. 1438) racconta ancora nel suo Formicarius la storia di un cavaliere che, addormentatosi pensando di penetrare nel Monte di Venere, si trovò, allo svegliarsi, in un pantano.