[250]. San Bonaventura, Sententiae, l. II, dist. V, art. II, qu. 1; Alberto Magno, Summa theol., P. II, tratt. V, qu. 25, m. 3; S. Tommaso, Summa theol., P. I, qu. LXIV, art. 4. Anche a proposito di ciò si trova del resto qualche incertezza.

[251]. Purgat., VIII, 94-108.

[252]. Vedi Bautz, Das Fegfeuer, Magonza, 1883, p. 149.

[253]. Alcuni posero l'Inferno nell'aria, altri nella Valle di Giosafat, sotto i poli, agli antipodi, nel sole, in isole remote, nell'estremo Oriente, nei vulcani, fuori del mondo. Vedi Rusca, De inferno et statu daemonum ante mundi exitium, Milano, 1621, capp. 31-50.

[254]. Inf., VIII, 126.

[255]. Inf., V, 15.

[256]. Inf., VIII, 84-5.

[257]. Apocalyp., XX, 1-3.

[258]. Nella Visio Tnugdali, c. 14, Lucifero, rappresentato gigantesco, come nella Divina Commedia, e con mille braccia, è legato con catene sopra una graticola e arrostito in eterno. (Cfr. una immagine tolta da un manoscritto contenente poesie dell'anglosassone Caedmon nella citata opera del Wright, p. 55). Un Satana legato è pure nell'Evangelo apocrifo di San Giovanni secondo i Catari, e nella Pistis Sophia, apocrifo gnostico. Nella Visione di Alberico (c. 9) un vermis infinitae magnitudinis è legato con una catena dinanzi alla entrata dell'Inferno ed è forse reminiscenza di Cerbero. Di solito Lucifero si pone nel fondo dell'abisso (vedi la Visione di un monaco narrata da Beda, Hist, eccl., l. V, c. 14; la Visione del fanciullo Guillero, riferita da Vincenzo Bellovacense, Spec. hist., l. XXVIII, c. 84, ecc.). Circa l'opinione che Lucifero non possa uscir dall'Inferno, cfr. Bautz. Die Hölle, Magonza, 1882, p. 135.

[259]. Inf., XXXI, 85-90.