[301]. Inf., XII, 73-5.
[302]. Inf., XI, 76-90.
[303]. Inf., XIII, 124-9.
[304]. Inf., XXIV, 82 sgg.; XXV, 1 sgg.
[305]. Inf., XIII, 101-2.
[306]. Inf., XVIII, 35-6.
[307]. Inf., XXI, 52-7; XXII, 34-6.
[308]. Inf., XXVIII, 37-8.
[309]. Inf., XXXIV, 52-7. Cfr. quanto dei demonii, quali tormentatori dei dannati, dice S. Tommaso, Suppl. qu. LXXXIX, art. 4. L'idea di porre nelle bocche, o fra gli artigli di Lucifero, o più prossimi a lui i peccatori massimi, era una idea ragionevole e ovvia. Già un monaco, di cui Beda narra la Visione (Hist. eccl., l. V, c. 14), vide Satana immerso nel più profondo dell'Inferno, e vicino a lui Caifa e gli altri che uccisero Cristo.
[310]. Inf., XXXIV, 53-4.