O padre nostro del cielo sommo etterno
in tre persone unito vivo e vero
o padre di quel choro sempiterno
visto co lustro mangnio e altero
o chareia o salvatore o inpero
ch'en sull'altare li consagri pane o carne
per nostra fe chattolica salvarne.
I codd. Riccardiani 1388, 1661, 1680, 1717, 2622 contengono varii racconti in prosa, l'uno diverso dall'altro, ma che tutti fanno capo alla Vindicta; e lo stesso dicasi di una narrazione contenuta in un cod. della Corsiniana, fra i mss. di Nicola Rossi segnato col n. CCXII, e di un'altra contenuta nel cod. Magliabacchiano P, II, 83. Il Farsetti registra nella sua Biblioteca manoscritta, v. II, p. 91-2: Leggenda del Battesimo di Tiberio, la quale dal titolo parrebbe essere stata piuttosto una versione della Cura sanitatis che non della Vindicta. Nel cod. E, 5, 1, 31, della Nazionale di Firenze è un frammento di narrazione in prosa dove il racconto della Vindicta si fonde con una Vita di Pilato. Assai diverso da tutti i precedenti è un altro poemetto in ottava rima che incomincia (cod. Bodlejano Canoniciano 58):
O glorioso in ciel padre e signore
Principio de l'angielica fatura