[131]. Monumenta historiae patriae, Scriptores, tom. III, col. 1021-6.
[132]. Ed. di F. Scott Haydon, Londra, 1858-63 (Rer. brit. m. ae. script.), vol. I, p. 410-4.
[133]. L. I, c. 125.
[134]. T. I, p. 58-85.
[135]. Si trova anche scritto Estodius ed Escodero. Notisi a tale proposito che Esodero, Esidero, in luogo di Isidoro (di Siviglia) si trova spesso nei codici.
[136]. Decis. II, c. 9.
[137]. Murat., Script., t. XI, p. 1 segg. Anche Atene ebbe i suoi Mirabilia, ma meno antichi e meno famosi d'assai. Vedi Gregorovius, Mirabilien der Stadt Athen, Sitzungsber. d. philos.-philol. u. ist. Cl. d. k. k. Akad. d. Wissensch. zu München, 1881, p. 348 segg.
[138]. Pubblicato dal Nibby nelle Effemeridi letterarie di Roma, t. I, 1820, di su un codice del XIII secolo appartenente alla Biblioteca Colonna.
[139]. In fine nel Liber censuum di Cencio Camerario, in principio in un testo della Marciana, cod. lat., cl. XIV, CCLIX. Nel l. II della Historia Langobardorum, Paolo Diacono dà l'elenco delle province d'Italia in numero di diciotto, ma egli stesso lo trae da altri. V. una nota di G. Waitz inserita a p. 188 del volume degli Scriptores rerum langobardorum (Monumenta Germaniae), 1878.
[140]. Nel Liber politicus di Benedetto canonico, in un testo dell'Angelica in Roma, cod. Q, I, 14, in uno della Biblioteca di Corte in Vienna, cod. 609.