Versione catalana metrica dei Sette Savii edita dal Mussafia, Vienna, 1876, v. 1182-3:

Octovia l'emperador

avia molt gran trezor.

[337]. Ap. Pertz, Script., t. X, p. 463-4.

[338]. Spec. hist., l. XXV, c. 100.

[339]. Reductorium morale, l. XIV, c. 72.

[340]. Ap. Pistorius, Script., ed. dello Struvio, t. III, p. 97.

[341]. Siami lecito di recarne qualche altro esempio. In un'opera manoscritta in più volumi che si conserva nella Bibl. Nat. di Parigi, segnata Fr. 377-379, e intitolata Histoire du monde, si legge nel v. III, f. 44 v., 45 r. la storia seguente, che si spaccia tratta da Plinio. «Comme il nous baille exemple de cellui qui avoit mis son tresor a l'entree de ung petit porche soubz le pavement qui estoit d'arain par dessoubz et estoit concave, et le raemplit tout de vif argent, et leans avoit ymaiges de serpens et de grans villains qui tenoient en leurs poins gros bastons et grosses massues. Et si y avoit des archiers tenans arcs entenduz et flesches encochiees. Et se aucun leans entroit au premier pas qu'il faisoit leans tous le pois du vif argent se enclinoit la pesanteur. Et ainsi esmouvoit toutes les dictes ymaiges selon ycelles diverses proporcions. Et sembloit que les serpens qui avoient la gueulle ouverte deussent devourer touz ceulx qui leans vouloient entrer. Et aussi les archiers gectoient et tiroient leurs fleiches contre ceulx qui leans vouloient entrer. Et les villains de leurs gros bastons se esforçoient de fort ferir. Et ainsi les larrons qui les tresors de leans vouloient ravir et embler s'en retournoient et fuyoient touz esbahis et espoventes de la faerie et des enchantemens dessusdiz sans rien des tresors de leans emporter». Racconta l'Happel nelle sue Gröste Denkwürdigkeiten der Welt, oder sogenannte Relationes curiosae, Amburgo, 1663 segg., parte 1ª, p. 229 segg., che un cavaliere tedesco e alcuni frati napoletani penetrarono una volta nella Grotta della Sibilla, presso Pozzuoli. Uno dei frati che faceva da guida, raccomandò ai compagni di serbare il silenzio, e di non prendere nè toccare nessuna delle cose che si offrirebbero loro alla vista. Passano oltre, e giungono, dopo lungo cammino, in certe cavità, le cui pareti erano d'oro e d'argento misto a pietre preziose e il suolo sparso di gemme. Quivi trovano una immagine gigantesca di donna, di terribile aspetto. Uno dei frati si lascia vincere dalla tentazione, e raccoglie di terra una gemma. Incontanente si spengono i lumi tra le mani degli esploratori, che a grande stento, in mezzo alla più profonda oscurità, e per angusti e malagevoli meati, riescono a ritrovare l'uscita.

[342]. Questa credenza è espressa in molte opere ascetiche e storiche, come pure in parecchi misteri della venuta dell'Anticristo e del Giudizio Universale. Nella testè citata Histoire du monde, v. III, f. 45 r. e v., si trova a tale proposito il seguente passo: «Item dit Plinius que moult de telz tresors sont muciez soubz les montaignes, qui sont la reservez jusques au temps de l'Antecrist. Et nous met exemple de cellui a qui le deable dist: ««Quant tu tel tresor treuves tu ne le puez avoir ne possider, car nostre maistre Lucifer le reserve et garde diligemment pour son grant amy Antecrist, qui brief viendra, qui a ses bons amis lors les departira»». Item dit Plinius que en Appule pres de Naples, comme dit la commune et ancienne opinion, a dessoubz les montaignes grans et nobles palais, ou moult a de grans tresors, qui la sont par enchantement cachiez et muciez par science diabolique, lesquels sont aus hommes impossibles a trouver». In questo curioso libro molte altre strane favole si trovano, riferite sotto il nome di Plinio, o di Solino.

[343]. Nel Dolophatos di Giovanni di Alta Selva, che è il testo primitivo latino, il nome di Ottaviano ancora non comparisce. «Fuit antiquo tempore rex quidam magnus et potens, qui congregandi thesauros maximam curam habens, magne altitudinis turrim auro, argento preciosisque quibusque rebus usque ad summum repleverat». Ed. dell'Oesterley, Strasburgo e Londra, 1873, p. 45. Esso si trova invece nel racconto della Diocletianus Leben di Hans von Buehel, nella versione catalana dei Sette Savii, nel Romans des Sept Sages pubblicato dal Keller, e in parecchie altre versioni francesi, nelle versioni italiane, ecc. Anche qui abbiamo uno dei soliti casi di attrazione. Questa storia ricomparisce, ma molto alterata, nel Pecorone, Giorn. IX, nov. 1ª. Nei Compassionevoli avvenimenti di Erasto, c. XV, il fatto si pone in Egitto, ed è noto che in origine esso è quello stesso della storia del re Rampsinit, narrata da Erodoto, o della storia di Trofonio, narrata da Pausania. V. Altdeutsche Blätter dell'Haupt, 1835, p. 143.