Every ymage had in his hande a bell,

As apperteyneth to every nacion.

Which by craft some token should tell

Whan any kingdom fil in rebellion.

E nel Pantheon pone la Salvatio Lodovico Dolce:

Non la Ritonda or sagra, e già profana,

Là dova tante statue erano poste

Che avean legata al collo una campana.

(Il primo libro delle Opere burlesche di M. Francesco Berni e di altri, ed. di Leida, 1823-4, parte 2ª, p. 271). Al trapasso della Salvatio dal Campidoglio al Pantheon diede forse occasione il cap. CLXII(157) della Legenda aurea, in cui quella si descrive senza che sia detto propriamente dove si trovi, di guisa che, trattando il capitolo della consacrazione del Pantheon e della Istituzione della festa d'Ognissanti, facilmente si poteva credere da chi lo leggeva che la Salvatio fosse nel Pantheon, e la Legenda aurea fu, com'è noto, divulgatissima nel medio evo. In quello stesso capitolo Giacomo da Voragine dice inoltre che nel Pantheon «omnes provinciae mirabiliter sculptae erant, ita ut, quicumque Romam venisset, versus quo esset sua provincia scire posset». Si confronti questo passo con l'altro parallelo dei Mirabilia in tedesco testè riferito.

[363]. Nel Colosseo la pone Alessandro Neckam (De laudibus divinae sapientiae, dist. Vª, v. 289-308):