[397]. Anche qui recare qualche esempio non parrà ozioso. Davanti al palazzo del famoso Prete Gianni era uno specchio in cima ad una colonna sorretta da altri quattro ordini di colonne sovrapposte. Tutto l'edifizio era fatto di varie, smisurate pietre preziose, e nello specchio si poteva scorgere quanto accadeva nelle circostanti province. Tremila uomini armati lo custodivano, affinchè non fosse da malevoli rovesciato nè infranto (Epistola del Prete Gianni a Emanuele Comneno imperatore di Costantinopoli, ap. Oppert, Der Presbyter Johannes in Sage und Geschichte, Berlino, 1864, p. 175-6). Beniamino di Tudela dice nell'Itinerario (Ed. dell'Asher, p. 155) che nello specchio del faro di Alessandria si potevano scorgere le navi alla distanza di cinquanta giorni di navigazione. Gli abitanti di Brigantium in Ispagna (Coruña) pretendevano che in una torre fabbricata da Ercole nel loro porto fosse stato un tempo uno specchio in cui si potevano scorgere navi anche lontanissime. Eusebio Nieremberg si appone forse al vero quando dice (De miraculosis naturis in Europa, l. I, c. 67) quella favola essere nata dal nome di Specula (quindi lo speculum) che avrà avuto la torre. Lo stesso si potrebbe dire della torre di Roma e di altre; ma badisi che favole al tutto simili sono frequenti tra gli Orientali, a cui la suggestione non poteva venire dal nome, ed oltre a ciò specchi manuali magici in cui si credeva potere scorgere le cose lontane erano usati in molte pratiche di magia minuta. Nel Parzival di Wolfram von Eschenbach si parla di una meravigliosa colonna di cui va adorno Schaste Marveil (Chasteau-Merveille delle versioni francesi). Il suo splendore si spande sei miglia all'intorno, e sulla sua superficie si scorge quanto avviene nel circostante paese. V. anche Il libro dei Sette Savj pubblicato dal D'Ancona, p. 115, e Comparetti, Virgilio nel medio evo, v. II, p. 74-7.

[398]. Nella già citata versione francese della Legenda aurea si dice: «si que par ceste maniere les rommains advertis de la rebellion de celle province y envoyoient une grosse armes qui y estoit venue ancois que ceulz de la province en fussent advertis, et par tant ceulz la estaient incontinent reduis et submis a la seignourie de Romme».

[399]. L. VI, c. 35.

[400]. Nel Virgilius inglese (Thoms, Early english prose romances, v. II, p. 37).

[401]. In alcune versioni dei Sette Savii.

[402]. Nei Seven Sages editi del Wright, e nella versione catalana.

[403]. Storia di Stefano.

[404]. Enenkel e Heinrich von München.

[405]. Li romans des Sept Sages pubblicato dal Keller.

[406]. Il Massmann (Kaiserchronik, v. III, p. 430-2) riferisce a questo proposito il racconto di Enenkel; io riferirò quello di Heinrich von München traendolo da un manoscritto della Biblioteca di Corte di Vienna, n. 2782, f. 329 r., col. 2ª, 330 r., col. 1ª. Descritta la Salvatio, il poeta così prosegue: