[708]. Cod. F. 65, f. 81 r. e v. Sott'altro titolo è la Cura sanitatis Tiberii, pubblicata dal Foggini e dal Mansi.
[709]. V. Fabricius, Codex apochryphus, v. II, p. 778-80, v. III, p. 632-53.
[710]. V. Massmann, Kaiserch., v. III, p. 695-714. Cf. Rydberg, Römische Sagen über die Apostel Petrus und Paulus, traduzione dallo svedese, Lipsia, 1876.
[711]. Di questa statua fanno ricordo Giustino Martire nella Apologia seconda (che propriamente sarebbe la prima), Tertulliano nell'Apologeticus, c. XIII, Eusebio nella Historia ecclesiastica, l. II, c. 14, e più altri.
[712]. Questo mistero contava 494 personaggi e 61908 versi, e per rappresentarlo ci voleva una quarantina di giorni. Se ne fecero parecchie edizioni. V. Douhet, Dictionnaire des mystères, Parigi, 1854, col. 79-107, e L. Petit de Julleville, Les mystères, Parigi, 1880, v. II, p. 461-5.
[713]. Pubblicato dal Jubinal nei Mystères inédits du XV siècle, Parigi, 1837, v. 1, p. 61-100.
[714]. Che si uccidesse con un palo così aguzzato racconta già Orosio, e raccontano dopo di lui Martino Polono, il Voragine e molti altri.
[715]. Hist. jud. l. I, c. 75.
[716]. Niceforo Costantinopolitano nella Chronographia compendiaria (Georgius Syncellus et Nicephorus, ed. di Bonna, v. I, p. 746): φυγὼν Ζῶντα ἑαυτὸν ἔχωσε.
[717]. V. I, p. 459.