Stupefacensi, quando Laterano

Alle cose mortali andò di sopra.

Enenkel lo chiama a dirittura una grande città. Nel Biterolf und Dietlieb si legge:

Rom und Latran

gäb ich darumb.

(Ed. di F. H. von der Hagen e A. Primisser, v. 11109-10). Nell'Appendice all'Heldenbuch si dice che al re Otnit obbedivano, fra molti altri paesi, anche Roma e Laterano. (V. Grimm, Die deutsche Heldensage, Gottinga, 1829, p. 90). Nei Mirabilia Lateranus diventa anche il nome del cavallo di Costantino, ed ivi stesso è detto. «In palatio Laterani sunt quaedam miranda sed non scribenda».

[704]. Bonum universale de apibus, l. II, c. 50, 2. Qui può essere ricordato anche un opuscolo intitolato: Histoire merveilleuse et épouvantable d'un monstre engendré dans le corps d'un homme nommé Ferdinand de la Felme, ou marquizat de Cenete en Espagne, Parigi, 1622.

[705]. Dialogus miraculorum, dist. X, 71. Una storia presso a poco simile racconta anche nel c. 72.

[706]. Lexicon s. v. Νέρων.

[707]. Chronographia, l. X.