[739]. L. V.

[740]. V. Reumont, Geschichte der Stadt Rom, v. I, p. 390.

[741]. Ottonis Frisingensis Episcopi et Ragewini gesta Friderici imperatoris, l. IV, ap. Pertz, Script., t. XX, p. 481. Ma altri ancora ne fanno menzione.

[742]. Il Cardano compose un Encomium Neronis che nell'edizione del 1585 tiene non meno di 97 pagine in-4. Fu ristampato nel 1640.

[743]. Cod. della Nazion. di Torino E, V, 8, e. II, v., col. 1ª.

[744]. Alla fine del XVI secolo la memoria della crudeltà di Nerone era ancor viva. Narra Flaminio Vacca nelle già citate Memorie di varie antichità, § 112, che cavandosi nelle Terme di Costantino furono trovate certe volte piene di ossa umane. «Alcuni dicevano che fosse qualche gran crudeltà di Nerone, per essere ivi appresso alcuni edifizj di esso Nerone, e che fossero martiri: altri dissero qualche gran peste».

[745]. San Girolamo, De viris illustribus, II, 13, accenna a un passo di Giuseppe Flavio, in cui si diceva essere stata opinione di molti che Gerusalemme fosse distrutta in punizione della morte dell'apostolo Giacobbe. Tale passo non si trova più nei libri di quello storico, e dovette essere certamente una interpolazione. Lo riportano Eusebio, Hist. eccl., II, 23, e Origene, Contra Celsum, l. I e II. Qui abbiamo una credenza affine all'altra, ma assai meno motivata.

[746]. Quest'applicazione fu fatta dagli stessi Ebrei. V. Giuseppe Flavio, Antiquit. judaic., X, 5, 1.

[747]. Daniele, 9.

[748]. Adversus Judaeos, VIII.