[95]. V. il poema di Sant'Elena pubblicato insieme con quello di Sant'Andrea da Giacomo Grimm a Cassel nel 1840.
[96]. Vita Helenae, Acta Sanctorum, v. III del mese di Agosto, p. 580-99.
[97]. De inventione Sanctae Crucis, Opera, ed. del Beaugendre, col. 1255-60.
[98]. Legenda aurea, c. LXVIII (ed. del Grässe), De inventione sanctae crucis.
[99]. V. 7623-96. La tradizione è ricordata anche da Ottone di Frisinga e da Hermann von Fritslar. V. Massmann, Kaiserchronik, v. III, p. 847.
[100]. Jean de Waurin dice (Recueil des chroniques et anchiennes istories de la Grant Bretaigne, l. II, c. 43) che Costanzo sposò Elena in legittime nozze; nell'Eulogium si dice invece (v. I, p. 337) che la tenne come concubina, il che è ripetuto da Jacob von Königshofen. In una Historia Brutonum in anglosassone, scritta da Laghamon, contemporaneo di Gualtiero Mapes (cod. Cottoniano Caligula, A, IX, f. 64 v.), il re Coel dà la figliuola in isposa, e cede in pari tempo il regno a Costanzo. Goffredo di Monmouth racconta invece nella sua Historia Britonum, l. V, c. 6-11 (seguito da Wace, Roman de Brut, v. 5713-77), che avendo il duca Coel di Colcester ucciso Asclepiodoto, ed essendo salito sul trono di Bretagna, da Roma fu mandato Costanzo, al quale Coel diede prova di sommessione, e chiese di poter essere investito del regno in qualità di vassallo. Prima che si fermassero i patti, morto Coel, Costanzo tolse la corona, e sposò Elena, figlia di quello. Pietro di Langtoft nella sua cronaca (v. I, p. 76) narra presso a poco lo stesso. A tutta questa tradizione manca qualsiasi fondamento storico. V. Wright, The Celt, the Roman and the Saxon, Londra, 1875, p. 143.
[101]. Von der Hagen, Gesammtabenteuer, v. II, p. 579.
[102]. Non so quale tradizione siasi seguita in una Historia di Santa Elena, stampata in Siena senza indicazione di anno (XVI secolo), la quale non mi venne fatto di vedere.
[103]. Incerti auctoris de Constantino Magno eiusque matre Helena libellus, e codicibus primus edidit Eduardus Heydenreich, Lipsia, 1879. Per quanto concerne questa pubblicazione, che lascia non poco a desiderare, vedi un eccellente scritto di Achille Coen, intitolato Di una leggenda relativa alla nascita e alla gioventù di Costantino Magno, nell'Archivio della Società Romana di Storia patria, v. IV (1881), p. 1-55, 293-316, 535-61; v. V, p. 33-6. Mentre scrivo questa nota, esso non è ancora finito di pubblicare.
[104]. «Qualiter autem Constantinus mortuo suo patre Constantio in Romano imperio et mortuo suo socero in Graecorum imperio successerit et factus fuerit totius saeculi monarcha, qualiter a Sancto Silvestro papa a lepra curatus et ad fidem Christi conversus fuit ac usque ad mortem suam in utroque imperio potentissime regnavit et qualiter sancta Helena, mater Constantini, Hyerosolimam iverit et sanctam crucem ibidem invenerit, require in suis locis». Notisi che l'autore non si avvede per nulla della contraddizione in cui cade quando dice che Costantino fu convertito da San Silvestro, dopo aver rappresentato Elena in tutto il racconto quale ottima cristiana.