[334]. Bocados de oro, c. XI.
[335]. Fiore di filosofi e di molti savi.
[336]. Ciò si narra, con qualche piccola diversità, di Seneca nella VIII delle novelle inedite pubblicate dal Papanti, Catalogo dei novellieri italiani in prosa, Livorno, 1871. V. anche Biagi, Le novelle antiche, CXLI, p. 142-3.
[337]. Cap. 64.
[338]. Bocados de oro. VIII, XII, XIII, XX.
[339]. Biagi, Le novelle antiche, LXXXIV, p. 86-87. V. anche il Fiore di filosofi, testo del Cappelli, p. 8-9.
[340]. V. Giovanni Sarisberiense, Polycrat., l. II, c. 26. Questa storiella era già stata raccontata anticamente di Omero, e di Omero si continua a raccontare nelle Vite dei filosofi in italiano, stampate nel secolo XV (v. Bartoli, St. d. lett. it., v. III, p. 221), e nella prefazione di un libro francese intitolato Les fantastiques batailles des grands roys Bodilardus et Croacus: translaté de latin en françoys, Lione, 1534 (v. Le Roux de Lincy, Le livre des légendes, Parigi, 1836, p. 45-7).
[341]. Bocados de oro, c. XIII.
[342]. Alessandro Neckam, De naturis rerum, c. CLXXXIX; Ranulfo Higden, Polychronicon, l. III, c. 24.
[343]. V. Gidel, La légende d'Aristote au moyen-âge, Parigi, 1874.