Dist de lui a cueur irascu:

He, quelle grace l'eusse rendu

A dieu si tu fusses vescus

Tant que io fuisse a toy venus.

A più altri antichi, del resto, furono attribuite profezie circa la venuta di Cristo. Wolfram von Eschenbach ne attribuisce una a Platone nel l. V del suo Parzival. Il Comparetti ricorda (v. I, p. 133, n. 1) un manoscritto della biblioteca di Corte di Vienna, il quale contiene: «Veterum quorumdam scriptorum graecorum ethnicorum praedicationes et testimonia de Christo et Christiana religione, nempe Aristotelis, Sibyllae, Platonis, Thucydidis et Sophoclis». Fozio nella Bibliotheca, cod. 170, ricorda l'opera di uno scrittore di Panopoli, intitolata: Testimonianze in favore del cristianesimo tratte dai libri dei gentili. Nel XIV secolo Giovanni da Parigi, domenicano, compose un trattatello similmente intitolato: Probatio fidei christianae per auctoritates paganorum, il quale si conserva manoscritto. (V. Hist. litt. d. l. Fr., t. XXV, p. 255-6).

[388]. Op. cit., v. I, p. 333-5.

[389]. Ibid., p. 261-2, 275-7.

[390]. W. J. Rees Lives of Cambro-British Saints, from Ancient MSS., Londra, 1855, Vita Sancti Cadoci, p. 80; Hersart de la Villemarqué, La légende celtique et la poésie des cloîtres en Irlande, en Cambrie et en Bretagne, n. ed., Parigi, 1864, La légende de Saint Kadok, XIV.

[391]. Cap. XV, p. 158-9 di questo volume.

[392]. Massmann, op. cit., v. III, p. 438. In una Vita di Sant'Eberardo, arcivescovo di Salisburgo, scritta nel XII secolo, si legge: «In Coena quoque (Domini) quaedam daemoniaca jam diu obsessa adducitur, supra quam cum exorcismus legeretur, spiritus nequam, qui inerat, variis linguis fabulatur. Dum vero fit illi comminatio a Clero per B. Virgilium daemon Clerum subsannat, et se Virgilium magistrum suum jam tertia die in inferno reliquisse clamat. Quaeritur ergo Qui vel cujas ille Virgilius sit? At ille Mantuanum Poetam fuisse respondit». Acta Sanctorum, v. IV di Giugno, p. 268, col. 2ª. Il beato Virgilio, di cui qui ricorre il nome, fu arcivescovo di Salisburgo, e alcuno pensò che egli, non il poeta, fosse veramente il mago della leggenda, errore che non ha bisogno d'essere confutato. Il Creizenach, nel citato opuscolo, p. 35, frantende interamente il passo testè riportato. Egli dice che avendo il demonio domandato chi fosse quel beato Virgilio nel cui nome lo si scongiurava, il chierico esorcista rispose essere il poeta di Mantova.