Haec tibi erunt artes; pacisque imponere morem

Parcere subjectis et debellare superbos.

È Anchise che così parla ad Enea.

[843]. V. una eccellente esposizione della politica di Dante fatta dal Wegele nel suo bel libro: Dante Alighieri's Leben und Werke, 2ª ed., Jena 1805, c. IV, p. 295-351. V. inoltre F. Foerster Der Staatsgedank des Mittelalters, Greifswald, 1861.

[844]. Da molti, per ragion di due versi della famosa canzone Italia mia, fu creduto il contrario, ma a torto. Toglie ogni dubbio su questo punto uno scritto del Zumbini intitolato L'impero, nel suo volume di Studj sul Petrarca, Napoli, 1878, p. 175-265. Molto diversamente da Dante o dal Petrarca sentì il Boccaccio, che nelle due egloghe VII e IX fa palese l'avversione che nutre per l'imperatore e per l'impero.

[845]. Epistola ai principi e popoli d'Italia: «...... a quo velut a puncto bifurcatur Petri Caesarisque potestas». Nel Dottrinale di Jacopo Alighieri al c. XLVI si legge:

Però con duo Vicari

Come due luminari

La Deità ci affronta,

Come il Genesi conta