Fazio degli Uberti ricorda Gog e Magog anche al l. IV, c. 2, dove il Capello commenta (cod. di Torino N, I, 5, f. 131 r.): «Gog e Magog populi sono oltra il Caucaso de la parte di septentrione, i quali Alexandro incatenò, aço che non passassono a darli impaço di qua, in questo modo, che lui s'accampò per lo iugo di monti e fe levar tutti i passi, e poi conçegnò gran canoni di ramo per li luochi ove sempre era vento, e per força del vento quelli canoni sonavano, e quei populi credevano fossero le stremite del campo, e non s'attentavano movere, e molti anni poi sonono, fin che i griffi li struppono façandogli lor nidi». Crustan (intendi Gengiscan) leggono l'edizione milanese e la veneziana del 1825; il cod. torinese meno scorrettamente Cuschan.

[1055]. Notices et extraits des manuscrits, t. XIV, parte 2ª.

[1056]. Cap. XII.

[1057]. Oltre alle opere più comunemente note del Santarem e del Lelewel, nelle quali a più riprese si parla delle immaginazioni dei geografi del medio evo circa il paese di Gog e Magog, vedi Vivien de Saint-Martin, Recherches sur les populations primitives et les plus anciennes traditions du Caucase, Parigi, 1847; Peschel, Der Ursprung und die Verbreitung einiger geographischen Mythen im Mittelalter, Die Länder Gog und Magog, Deutsche Vierteljahrschrift, v. II, 1854, p. 250-7.

[1058]. V. in proposito Bayer, Dissertatio de muro Caucaseo, nel v. I dei Commentarii Petropolitani; Rennell, The geographical system of Herodotus examined and explained, Londra, 1800, p. 112; Ritter, Erdkunde Asiens, t. II, p. 834.

[1059]. Così il Rubruquis, Caterino Zeno, Ambrogio Contarini ed altri.

[1060]. Per altri muri e ripari costruiti in Asia contro i popoli del Settentrione v. Baldelli, Storia delle relazioni vicendevoli dell'Europa e dell'Asia, Firenze, 1827, parte 2ª, p. 858-9; Dubois, op. cit., v. VI, p. 289-303.

[1061]. Nell'Ural sembra che li ponessero alcuni scrittori siriaci, come Ebedieso Sobense, Elia Damasceno e Mares di Salomone, i quali narrano che Taddeo apostolo e Ageo suo discepolo giunsero predicando la fede, e dopo aver percorso l'Assiria, la Partia, la Persia, l'Armenia, l'Ircania, sino al paese di Gog e Magog, al di là del Mar Caspio. V. Assemani, Bibliotheca orientalis Clementino-Vaticana, t. III, parte 2ª, p. XV. Nell'anonima Historia ducum Hungariae Gog e Magog si pongono a oriente della Scizia: «Ab orientali vero parte vicina Scythiae fuerunt gentes Gog et Magog, quos inclusit Magnus Alexander». Cap. I, ap. Schwandtner, Script. rer. hung., v. I, p. 3. Abulfeda pone il paese di Gog e Magog al di là del paese di Chipgiac e dice che la giogaja di monti ond'è rinchiuso è contigua alla giogaja della terra. Géogr., trad, di M. Reinaud, p. 294. Il traduttore nota a tale proposito che i Russi chiamano cintura della terra una diramazione dell'Ural. Abulfeda pone inoltre in prossimità dell'Ural, come pare, una Terra cava, il cui popolo non può uscir fuori, stante la profondità di essa, e nessuno vi può discendere.

[1062]. Il D'Anville credette erroneamente che il paese di Gog e Magog, com'è situato da Alfargani, da Edrisi, e da altri scrittori orientali, venisse a trovarsi sul 47º di lat. circa e al di là del 90º di long, dal meridiano di Parigi. V. Histoire de l'Académie royale des Inscriptions et Belles-Lettres, t. XXXI[1768], p. 216.

[1063]. Sia qui notato di passaggio che secondo un mito germanico i Rimtursi, o Frostietti, nemici degli uomini e degli dei, sono rinchiusi nell'estremo settentrione, dietro una grande muraglia che essi tentano costantemente di rompere.