"Chiamato da alcuni miei amici ad assumere la parte di conciliatore fra le frazioni del partito liberale italiano, fui invitato ad accettare la presidenza d'una società che si sarebbe chiamata "La Nazione Armata".

"Credetti potere essere utile; mi piacque la grandezza del concetto ed accettai.

"Ma siccome la Nazione Italiana armata è tal fatto che spaventa quanto c'è di sleale e prepotente tanto dentro che fuori d'Italia, la folla dei moderni gesuiti si è spaventata ed ha gridato; Anatema!

"Il governo del Re galantuomo fu importunato dagli allarmisti, e per non comprometterlo mi sono deciso di desistere dall'onorevole e grande proposito.

"Di unanime accordo con tutti i soci—dichiaro dunque sciolta la società della Nazione armata—ed invito ogni italiano che ami la patria a concorrere alla sottoscrizione per l'acquisto di un milione di fucili.

"Se con un milione di fucili l'Italia in cospetto dello straniero non fosse capace di armare un milione di soldati, bisognerebbe disperare dell'umanità!

"L'Italia si armi e sarà libera"!

Torino 4 gennaio 1860.

G. Garibaldi

Il Conte Benso di Cavour veniva incaricato di formare il nuovo Ministero.