Alla mattina l'Elia se ne stava in casa sua in prossimità del luogo ove avvenne il fatto, quando gli si fa annunziare l'amico del padre e suo, Agostino Scipioni, il quale, tutto trepidante, lo veniva ad avvisare, che una donna, la signora Piermattei, gli aveva confidato di averlo riconosciuto quale assalitore dei quattro croati; gli disse di aver supplicata la signora Piermattei di non ripetere parola se non voleva farlo fucilare; la signora promise di non parlare, ma l'amico Scipioni pensava, che non vi era da fidarsene e volle che l'Elia lasciasse subito Ancona. Così fece, prese subito imbarco e si recò a Malta: l'opportuna fuga salvò la vita, ma all'Elia figlio, apriva la via dolorosa dello esilio.
Scorsero dieci anni. Ma ormai i destini della patria venivano maturandosi e l'ora della resurrezione stava per suonare.
CAPITOLO XVII.
Dal 24 marzo 1849 al 1859—Il Piemonte.
Nella notte del 24 marzo 1849 Vittorio il nuovo Re, uscente dalla tenda di Radetzky a cui aveva detto "I Savoia sanno la via dell'esilio non quella del disonore"!—galoppava tra i campi seminati dai caduti per la libertà della patria, seguito da piccolo drappello de' suoi. A qual destino andava incontro? Quale meta attendeva la giovinezza del suo regno saturo già d'ineffabili angoscie? Qual fiamma lo agitava? Certo il suo cuore era angosciato dai ricordi del breve idillio del "48" e della dolorosa epopea del "49"; ma la grand'anima sua si sollevava al pensiero che il nome d'Italia era stato per la prima volta il grido del popolo combattente, e sentiva già che le speranze della patria erano in lui riposte. E stretto al cuore il patto della libertà, e il simbolo della redenzione, proseguiva incontro al suo destino verso il suo vecchio e fido Piemonte, deciso entro di sè di volere raggiungere la santa meta—l'unità della patria!
Garibaldi dopo il "49" si era recato a New-York con la speranza di trovare imbarco come comandante od anche come secondo di nave mercantile; dopo lunga aspettativa una Società Italo-Americana gli diede il comando di un bastimento col quale doveva battere gli scali dell'America Centrale. Nel 1853 Garibaldi prendeva il comando del "Commonwealth"—un tre alberi destinato ai carichi di carbone dall'Inghilterra per l'Italia; arrivato a Genova, lasciava il comando e si recava a Nizza per portare un saluto almeno, sulla tomba della sua santa madre e per restare qualche tempo presso i suoi figli, Menotti, Teresita e Ricciotti.
Vi rimase immolestato l'anno 1854: quindi con altro piccolo bastimento detto "L'Esploratore" si mise a fare la navigazione del piccolo cabotaggio.
In uno di questi viaggi, colto da grosso fortunale nelle bocche di Bonifacio dovette cercare rifugio nel porto della Maddalena, e dimorandovi alcuni giorni, per la prima volta gli balenò l'idea di comprare una parte dell'Isola di Caprera.