Aveva riscossi alcuni residui dei suoi stipendi di Montevideo; nei suoi viaggi marittimi aveva messo da parte qualche cosa; dall'eredità del fratello Felice aveva raccolto una sommetta; onde gli parve venuto il momento d'impiegare i suoi modesti capitali e decise di comprare dal Demanio Sardo i lotti dell'Isola che erano vendibili e di fissarvi la sua dimora.
Lungo, lento, doloroso decennio quello dal "49 al 59!" Ma pur meraviglioso di contrasti e di conciliazioni; di forze latenti che si preparavano; di aperte riscosse che si tentavano; di passioni ardenti che spingevano a sagrifizi; di martiri che inaffiarono di sangue l'Idea:
Vittorio Emanuele, Mazzini, Cavour, Garibaldi, Pallavicini ed altri grandi patriotti non dimenticavano che l'Italia viveva in catene, e si preparavano.
L'Austria, accampava in Italia con diritto di feudo su Modena, Parma e Toscana; con eserciti dominatori nel Lombardo, nel Veneto, nelle Romagne, nelle Marche; suo sistema di governo, forche, fucilazioni e bastone.
Eppure tutto il decennio fu sfida e duello fra l'Austria forte e l'Idea Italiana.
Luminoso e generoso si diffondeva il pensiero dell'agitatore genovese nella Giovine Italia che aveva per bandiera il tricolore; per programma l'indipendenza ed unità di Nazione, forma di governo repubblicano; che predicava guerra di popolo, s'insinuava nelle congiure, scoppiava in parziali insurrezioni, provocava vendicatori del nuovo sangue versato, cementava l'idea santa del martirio.
Ma le rivolte fallivano; la gioventù si spegneva fra gli ergastoli ed ai patiboli; i tentativi infelici di Orsini, di Bentivegna, di Pisacane; il moto di Calvi in Cadore; la congiura di Milano, che dava, sugli spalti di Belfiore, alle forche, ed al carcere duro tanto fiore di nobili vite, dimostravano che il pensiero mazziniano, grande perchè manteneva vivo il fuoco patrio, era impotente nell'azione.
Chi avrebbe potuto armare l'idea? Il Piemonte e la Casa Sabauda! Quel principato italiano doveva trasformarsi in principato Nazionale; la monarchia dovea farsi rivoluzionaria; i repubblicani unitari dovean persuadersi che la monarchia di Savoia aveva fede, forza e valore; e la monarchia si pose allo esperimento dei fatti. Pallavicini e Manin si fecero apostoli dell'unione della democrazia col Piemonte.