Questo avveniva per le disposizioni strategiche e previdenti di Garibaldi, mentre la divisione comandata dal Crenier villeggiava inoffensiva tra Gray, Vesoul e Montebouzon, senza utilità alcuna per la Francia.
E il generale Garibaldi continua così:
"Il movimento del generale Bourbaky ben ideato era d'impossibile esecuzione, perchè le condizioni di quel grande esercito erano assolutamente disastrose.
"Venti giorni di più di organizzazione o di riposo, passata la terribile stagione della neve e dei ghiacci di gennaio, quel numeroso e giovane esercito avrebbe potuto ravvivare le speranze della Francia esausta e prostrata: invece esso fu sprecato e distrutto in modo orribile.
"Il movimento di Manteuffel parallelo a quello di Bourbaky, per ingrossare le forze di Werder e degli assedianti di Belfort, mi era noto: e io avrei fatto tutto il possibile per arrestarlo nella sua marcia di fianco. Mi vi provai, ed ero uscito da Dijon col nerbo delle mie poche forze per attaccare il nemico a Is-Sur-Till, lasciando al comando della città il generale Pellisier; ma le forti colonne che mi stavano di fronte mi persuasero a ripigliare le primitive posizioni: nondimeno due delle mie quattro brigate, la seconda e la quarta, operavano sulle comunicazioni del nemico, congiuntamente a tutte le compagnie dei miei franchi tiratori.
"Deciso di difendere Dijon, la mia prima cura fu di continuare le opere di fortificazione che erano state incominciate dai Prussiani.
"Le posizioni di Talant e Fontaine che dominano la strada principale che va a Parigi, furono le prime ad essere coronate da opere volanti e vi si collocarono a Talant due batterie di campagna da 12 e due da 4, a Fontaine una batteria di 4 di campagna ed una di montagna dello stesso calibro. Altre batterie da 12 si collocarono in altre opere innalzate a Montemuzard Monthappè, Bellair, e in altre posizioni nella cinta di Dijon, per tener lontani i fuochi del nemico in caso di attacco, che io mi aspettavo da un giorno all'altro.
"Difatti il 21 gennaio il nemico ci attaccò dalla parte di ponente.
"Con forti posizioni, coperte da muri e ripe, con linee di tiratori a destra e a sinistra della strada maestra, e con trentasei pezzi di artiglieria collocati sulle formidabili posizioni di Talant e Fontaine, la nostra difesa riuscì brillantissima. La formidabile colonna che ci venne dalla parte di Parigi poteva ben chiamarsi una colonna di acciaio! Furono appena bastanti a fermarla i nostri trentasei pezzi infilanti la strada e varie migliaia dei nostri migliori tiratori, distesi dietro i ripari. L'attacco fu veramente formidabile; io vidi in quel giorno soldati nemici, come mai avevo veduti migliori. La colonna che marciava sulle nostre posizioni dal centro, era ammirabile di valore e di sangue freddo. Essa ci giungeva sopra, compatta come un nembo a passo non accelerato, ma uniforme, con un ordine ed una pacatezza spaventevoli.