CAPITOLO XXIX.

Ultimi giorni e morte del generale Garibaldi.

Della morte di Vittorio Emanuele Garibaldi fu inconsolabile.

Esso da tempo viveva a Caprera intento a trarre qualche partito dalla parte dell'isola suscettibile ad essere coltivata.

Nel 1875 apriva la campagna per la sistemazione del Tevere.

Nell'inviare al tenente colonnello Domenico Cariolato l'appello agli Italiani per la sottoscrizione ai grandi lavori del Tevere, così gli scriveva:

"Mio caro Cariolato,

"Vi accludo l'appello che io faccio agli Italiani per la sottoscrizione a favore dei lavori del Tevere. Sarebbe utile che la prima firma fosse quella del Re, ma temo che anche in quest'opera umanitaria vorranno ficcarvi la politica. Minghetti mi si è dimostrato favorevole, ma temo che altri metteranno i bastoni fra le ruote, e si farà in modo che il Re non firmi.

"Parlatene a Dezza e venite presto a Villa Casalini. Sempre vostro

G. Garibaldi"