G. Garibaldi.

Al patriota esule triestino, presidente del Comitato per gl'insorti erzegovini, scriveva così:

"Mio caro Popovich,

"Ove rimanesse un insorto solo nell'Erzegovina, bisogna aiutarlo.

"Io spero che Liubibratic e compagni si sosteranno sino alla primavera. Intanto bisogna lavorare per loro a tutta forza.

"Dite ai valorosi del Montenegro che il mondo ammira il loro eroismo, e salutateli caramente per me".

Roma, 31 ottobre 1875.

Sempre vostro

G. Garibaldi

E quando ebbe per telegramma i particolari della battaglia di Piva nella quale i Turchi toccarono una solenne sconfitta, così gli scriveva: