Chi può ricordare senza fremere la data della sera infame nella quale Umberto di Savoia—forma ideale di bontà—in mezzo ad una festa di popolo alla quale fidente aveva voluto prendere parte—a tradimento—fra le ombre notturne—veniva ucciso dall'arma parricida d'un italiano? Fu il più grande misfatto che tigre sitibonda di sangue potesse perpetrare!
Umberto Io nel morire deve avere pensato—che meglio sarebbe stato cadere fra il fragore delle armi e lo squillar delle trombe nel 1866—quando fra i suoi compagni combatteva da eroe nella disgraziata ma pur gloriosa giornata di Custozza, col pensiero rivolto alle terre italiane irredente—aspettanti di essere unite alla madre patria—sempre fidenti!
Incancellabile durerà in noi il ricordo dell'esecrando delitto—e il popolo italiano che vivo l'amò tanto—sente che il ricordo di Lui forma ormai la parte più cara della sua coscienza.
"Date lacrime ed onori alla sua sacra memoria".
Questo fu il Vostro voto Sire! quando saliste sul trono del Padre della Patria e di Umberto I il Re Buono—e il popolo come una eco alle parole del Vostro cuore addolorato—spinto da sentimento unanime—glorificando la memoria del Re estinto, faceva nel tempo stesso solenne affermazione plebiscitaria di affetto per Voi Emanuele III nostro Re e per la Vostra Casa.
E le dimostrazioni di vivo rimpianto di tutto un popolo, sia per Voi—Regina Margherita—tanto amata dal lacrimato Re—di conforto al Vostro cuore d'italiana e di madre.
L'Italia vi ha consacrata alla sua venerazione!
Ecco il primo ordine del giorno esprimente alti sentimenti patriottici e civili che il Re Vittorio Emanuele III emanava in occasione della sua assunzione al trono.