Amici, compagni, sacre legioni di combattenti, come appaiono lontani i tempi nei quali vibrava così piena, così fulgente, così feconda la giovinezza dei nostri cuori e la visione bella dell'Italia sorgente! Quanto appaiono lontani! e come sono diversi da quelli d'ora.

Eppure anche oggi non mancano alti e nobili ideali che s'impongono alla mente ed al cuore delle nuove generazioni!

Per noi, vecchi—nessuna cosa quaggiù, fu ed è più cara della patria! neppur la famiglia che è pur tanta parte di noi stessi.

L'Italia—una—indipendente—forte—fu il nostro ideale—e nessun sagrifizio ci parve abbastanza grande perchè questo ideale fosse raggiunto.

E Voi giovani non sarete da meno dei vecchi padri vostri—come noi—voi pure sentite nell'anima agitarsi prepotente l'amore della patria—voi pure sentite che la terra sacra a cui natura pose i confini che Dante scolpì nel verso immortale, aspetta anche qualche cosa da Voi—Voi sentite che dal monte e dal mare sospirano cuori fraterni, invocanti libertà di lingua, di costumi e di coscienza e comprendete che non è piccolo ideale il completare la grand'opera che fu cementata col sangue dei padri vostri!

Col progredire dei tempi è giusto che nuovi problemi si agitino; che nuove correnti siano determinate dalla forza e dalla fede dei giovani—ma ciò deve raggiungersi senza rinnegare quello che è fondamento alla vita delle Nazioni; la custodia gelosa delle conquiste fatte; l'autorità sempre ferma contro coloro che in un campo o nell'altro cercano minare la sicurezza della patria e diminuirne il sentimento o la dignità.

O giovani, credetelo! I grandi problemi sociali non si risolvono con l'appello all'odio, alle ire, alle malvagità; chi questo consiglia è nemico di ogni civile progresso—è nemico del popolo, di cui si vanta di propugnare la causa.

O giovani, i vostri padri vi hanno dato una patria che dalle brutture dell'oppressione e della tirannia, in breve volgere d'anni è giunta a tale altezza da meritare le maggiori considerazioni fra i popoli civili.

Ispirandovi all'esempio del passato, attingendo sempre maggior fiducia nella giovinezza del paese, personificata nella giovinezza del Re, a cui l'età ha concesso la provvida vigoria degli impulsi rinnovatori, e il carattere e l'intelletto hanno dato la saggezza e la maturità che affida, non avete che a serrarvi intorno a lui, sicuri che Egli condurrà la patria verso i suoi gloriosi destini.

Stringetevi, o giovani intorno al Re Vittorio Emanuele III che, raccolta la Corona nel sangue paterno, seppe anche far scaturire dal cuore e dalla volontà Sua tanta luce di nobili propositi, tanta fiamma di affetti generosi, tanta coscienza della tradizione storica e dell'ufficio che i nuovi tempi domandano!