Il "Piemonte", comandato da Garibaldi in persona, procedeva avanti. Aveva per ufficiali, sotto gli ordini suoi, Castiglia comandante in seconda, Rossi, Schiaffino e Gastaldi; con Garibaldi erano Crispi, Türr, Sirtori, Missori, e Nuvolari.
Seguiva il "Lombardo" comandante Bixio, secondo comandante Elia, ufficiali Dezza, Menotti Garibaldi, e Carlo Burattini, capo macchinista Orlando Giuseppe.
Per quanto costeggiando, si cercassero per ogni dove, le barche con le armi e munizioni non si presentavano in vista; e perduta ormai la speranza, il generale ordinò rotta a tutta forza pel canale di Piombino.
Il "Piemonte" ed il "Lombardo" portavano sul loro bordo l'Italia e la sua fortuna; se la spedizione riusciva, l'unità della patria era assicurata; se falliva, i Mille sarebbero sempre rimasti immortali!
La spedizione del resto non si nascondeva al nemico: la pubblicità data alla lettera lasciata da Garibaldi a Bertani prima della partenza, la rendeva nota al mondo. Eccola:
Genova, 5 maggio 1860
Mio caro Bertani,
"Spinto nuovamente sulla scena degli avvenimenti patrii, io lascio a voi il seguente incarico.
"Raccogliere quanti mezzi sono possibili per coadiuvarci nella nostra impresa.
"Procurare di far capire agli Italiani, che se saremo aiutati devotamente, sarà fatta l'Italia in poco tempo e con poca spesa; ma che non avranno fatto il dovere, quando si limiteranno a qualche sterile sottoscrizione.