"D'accordo con tutte le grandi potenze, ed alieno da ogni provocazione, io intendo togliere dal centro d'Italia una cagione perenne di turbamento e di discordia. Io voglio rispettare la sede del Capo della Chiesa, al quale sono sempre pronto a dare io, d'accordo colle potenze alleate ed amiche, tutte quelle guarentigie d'indipendenza e di sicurezza, che i suoi ciechi consiglieri si sono indarno ripromessi dal fanatismo delle sette malvagie, cospiranti contro la mia autorità e la libertà della Nazione.

"Soldati! Mi accusano di ambizione. Sì, ho un'ambizione: ed è quella di restaurare i principii dell'ordine morale in Italia, e di preservare l'Europa dai continui pericoli della rivoluzione e della guerra".

11 settembre 1860.

Vittorio Emanuele.

Il generale Cialdini nell'imminenza della battaglia di Castelfidardo dirigeva questo proclama alle truppe:

Soldati di questo Corpo d'Armata!

"Vi conduco contro una masnada di briachi stranieri, che sete d'oro e vaghezza di saccheggio, trasse nei nostri paesi.

"Combattete, disperdete inesorabilmente quei compri sicari, e per mano vostra sentano l'ira di un popolo, che vuole la sua nazionalità e la sua indipendenza.

Soldati!

"L'invitta Perugia domanda vendetta e, benchè tarda, l'avrà.